Ripristino di sistemi danneggiati

In alcuni casi particolarmente gravi, il sistema operativo del PC contiene al suo interno errori e danni di tipo software tali da renderlo del tutto inutilizzabile: in questi casi il PC non si avvia per niente oppure mostra una inquietante schermata che indica un blocco totale del sistema, specifica per ogni sistema operativo.

Mac OS X (Apple):
Kernel Panic
Kernel-Panic-messaggio
Linux:
Kernel Panic
linux kernel panic

Una situazione di questo tipo segnala in genere un problema piuttosto serio, ma non bisogna per questo saltare a conclusioni affrettate, considerando la macchina defunta ed irrecuperabile. Vi sono diverse contromisure possibili per riportare il PC in condizioni operative normali.

In molti casi, questo tipo di blocco totale è causato da un problema di tipo hardware (non software) che però può essere facilmente isolato e risolto, come è il caso di certe incompatibilità di tipo hardware tra il PC ed una delle periferiche collegate (una stampante, uno scanner, e simili): basta scollegare la periferica in questione per veder sparire la schermata di blocco. In casi come questi può bastare un semplice aggiornamento del driver della periferica problematica per risolvere il blocco.

Quando invece il blocco è causato da un problema hardware del PC stesso, come ad esempio un modulo di memoria (RAM) difettoso o danneggiato, vi sono speciali procedure di diagnostica hardware che possono consentire di isolare e risolvere il problema. Anche in un caso come quello suddetto, la soluzione non è particolarmente difficile: basta acquistare ed installare un nuovo modulo di memoria, un componente hardware non molto costoso né difficile da installare (non richiede l’intervento di personale particolarmente qualificato).

Ma vi sono casi in cui il blocco del sistema impedisce in modo permanente il normale avvio del PC: la macchina potrebbe essere avviata con una unità esterna come un CD/DVD o una chiavetta USB di ripristino, e nei casi particolarmente difficili sarebbe sempre possibile formattare il disco rigido interno del PC e reinstallare da zero il sistema operativo, ottenendo di fatto un PC come nuovo.

Ma così facendo si perderebbero tutti i dati registrati sul disco interno, e cosa fare se non si è effettuato un recente backup di tali dati?

Questo è uno dei motivi per cui gli esperti di informatica non si stancano mai di esortare gli utilizzatori di PC ad effettuare regolari backup dei loro dati.

Ma nel caso in cui il backup non sia stato fatto si deve considerare tutto perduto? Niente affatto.

Si può sempre accedere al sistema attraverso la Console dei Comandi, uno strumento che ci riporta ai primordi dell’informatica, quando non esistevano né finestre né icone (l’interfaccia grafica o GUI a cui tutti oggi siamo abituati) ed i PC venivano utilizzati inviando loro dei comandi di tipo testuale attraverso questa Console.

Anche in questo caso ogni sistema operativo offre uno strumento distinto e particolare, ma con caratteristiche fondamentali comuni:

Mac OS X (Apple):
Terminale
terminale02
Linux:
Terminale
terminale_linux

Una delle operazioni più utili che si possono effettuare attraverso la Console dei Comandi, nel caso di un PC con un sistema particolarmente danneggiato e non riparabile con altri metodi, è quella di copiare i dati presenti sul disco interno in un’altra unità di memorizzazione, come ad esempio un disco esterno, salvando così il proprio prezioso lavoro per poter poi passare alla formattazione del disco interno ed alla reinstallazione del sistema operativo.

Va detto però che questa operazione di reinstallazione da zero del sistema va considerata sempre come “extrema ratio” per i casi particolarmente difficili, dato che vi sono molti metodi di riparazione e recupero del sistema che possono e devono essere tentati prima di ridursi a cancellare tutto e ripartire da zero.

Il web purtroppo pullula di racconti di utilizzatori di PC che ad ogni errore di sistema, anche non grave, decidono di reinstallare tutto il sistema da zero: si tratta di una soluzione radicale a cui ricorrono di frequente solo le persone molto inesperte (e che hanno tempo da perdere), ma che è la meno indicata sia per gli utilizzatori comuni che per le piccole/medie aziende, dato il grande dispendio di tempo che comporta.

Senza contare il fatto che l’errore che si intende risolvere in tal modo potrebbe ripresentarsi tale e quale anche dopo la reinstallazione: il metodo corretto invece è sempre quello di individuare la causa dell’errore (in inglese: troubleshooting) ed intervenire direttamente su quella.

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