Esperienza nel campo del software open-source e gratuito

Il campo del software gratuito e a basso costo è vastissimo e ci si può facilmente smarrire tra le mille alternative possibili. Ma questo è anche un punto di forza: significa che è quasi certo che riusciremo a trovare una risposta a costo minimo alle nostre esigenze di lavoro con il PC.

La diffusione delle connessioni internet a banda larga rende inoltre possibile anche una ulteriore soluzione: oltre alle numerose applicazioni installabili sul nostro PC, potremo scegliere anche tra le numerose soluzioni “web-based”, cioè applicazioni che non dovremo nemmeno installare perché sono accessibili via web attraverso un qualsiasi browser internet.

Open-source Vs Gratuito.

Cercando del software gratuito sul web ci si imbatte spesso nell’espressione “open-source”. Si tratta di software distribuito gratuitamente, in qualche caso abbinato ad una richiesta di donazione del tutto libera e volontaria.

Ma “open-source” non è semplicemente un sinonimo di “gratuito” (in inglese: freeware), significa qualcosa di più.

Nel caso del software semplicemente gratuito (freeware), l’autore/programmatore del software ha deciso di distribuire gratuitamente il suo prodotto, ma resta detentore dei diritti di copyright del software stesso. Questo significa che è proibito l’accesso al suo “codice sorgente” (le istruzioni codificate del programma; in inglese: source code), che non può essere né distribuito né alterato e resta di esclusiva proprietà dell’autore del software.

Nel caso del software “open-source” invece, anche il “codice sorgente” è di dominio pubblico e può essere liberamente distribuito e modificato da chiunque (a patto che sia un programmatore esperto). In questo caso non esiste alcun detentore dei diritti di copyright del software in questione.

La mancanza di un detentore dei diritti di copyright, nel caso del software “open-source”, rappresenta anche una garanzia nel tempo sulla gratuità di questo software. Nel caso del software distribuito gratuitamente (freeware) dal detentore dei diritti di copyright, tale detentore è libero in ogni momento di modificare le condizioni di distribuzione del suo software, trasformandolo da software gratuito in software a pagamento. E in molti casi accade proprio questo, specie nel caso di software “freeware” di successo, che ha raggiunto una vasta platea di utilizzatori. Nel caso del software “open-source” questo non sarebbe possibile: in questo caso la gratuità del software è associata anche alla garanzia che il software resterà gratuito anche in futuro.

Un esempio molto conosciuto in proposito è quello ben presente a tutti coloro che utilizzano Google Drive, uno dei numerosi servizi gratuiti offerti da Google. Dall’interno di Google Drive si può accedere ad alcune applicazioni “web-based” che offrono tutte le funzioni fondamentali di un classico pacchetto Office: la funzione di Elaborazione Testi e la gestione dei Fogli Elettronici e delle Presentazioni (Slide). Per chi non ha esigenze particolarmente sofisticate in fatto di produzione di documenti, potrebbe bastare anche questa soluzione offerta da Google, che è completamente gratuita e non necessita di alcuna installazione di software sul PC.

Per quanto riguarda il software installabile sul PC, vi sono molte soluzioni software gratuite, ben conosciute e collaudate, adatte per le più comuni esigenze di lavoro sia in ambito personale che aziendale.

Nell’ambito dei pacchetti gestionali da ufficio (tipo Office), la maggiore alternativa gratuita al ben noto Microsoft Office è costituita dal pacchetto open-source OpenOffice e dalla sua variante LibreOffice. In entrambi i casi si tratta di pacchetti di livello professionale, molto ricchi di funzioni per le più svariate esigenze, ed inoltre espandibili attraverso moduli aggiuntivi (Estensioni) e funzioni di programmazione interna (OpenOffice Basic). Esistono specifiche versioni di questi pacchetti Office compatibili con i principali sistemi operativi, Microsoft Windows, Apple Mac OS X e Linux, facilitando l’integrazione anche in ambienti di lavoro “misti” (diversi PC con diversi sistemi operativi).

Nell’ambito della grafica avanzata di tipo bitmap, l’alternativa open-source più conosciuta al notissimo Photoshop della Adobe è costituita da GIMP. Mentre per la grafica di tipo vettoriale troviamo InkScape, l’alternativa gratuita ad Adobe Illustrator.

Nel mondo dei database si può scegliere tra la soluzione incorporata nei pacchetti OpenOffice e LibreOffice (Base) o la soluzione più sofisticata e flessibile offerta da MySQL.

Questo per quanto riguarda i principali software applicativi. E per quanto riguarda i sistemi operativi?

Se si cerca una soluzione gratuita a livello del sistema operativo, la prima che salta alla mente è ovviamente quella offerta da Linux, da sempre un sistema operativo gratuito e open-source, corredato di un’ampia collezione di applicazioni gratuite, che ci consentirà di fare completamente a meno dei sistemi operativi commerciali più noti, come Microsoft Windows e Apple Mac OS X.

Ma ultimamente le cose stanno velocemente evolvendo anche nel mondo dei sistemi operativi commerciali, che stanno anch’essi convergendo verso una “filosofia” affine a quella open-source di Linux. A partire dalla versione 10.9 (“Mavericks”), anche il Mac OS X viene distribuito gratuitamente: questo significa che non dovremo più spendere nulla per aggiornare il sistema operativo alle successive versioni, come accadeva fino a qualche tempo fa. Anche Windows sembra aver adottato una “filosofia” affine a partire da Windows 10: sembra infatti che non verrà più in futuro distribuita una versione successiva dell’intero sistema operativo (“Windows 11” ad esempio) ma verranno distribuiti solo aggiornamenti progressivi di Windows 10, del tutto gratuiti.

Il campo dunque è molto vasto, e sembra proprio che stia evolvendo in una direzione favorevole a noi utenti, mettendoci a disposizione tutta una serie di strumenti di livello professionale a costo zero.

Nota: a proposito del software open-source, vedi anche il mio articolo Con l’Open-Source è meglio.

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