Goodbye Forever Windows!

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Addio per sempre Windows! Per me è una scelta ormai definitiva: lo è sul piano personale, nel senso che per le mie esigenze di lavoro informatico non userò mai più questo sistema operativo, e lo è sul piano professionale, nel senso che d’ora in poi consiglierò a tutti gli utenti che si rivolgeranno al sottoscritto di abbandonare Windows e passare a Linux.

Preciso che si tratta di una scelta basata soltanto su ragioni di tipo tecnico ed operativo, e non su ragioni di tipo “filosofico”, come il valore di solidarietà collettiva insito nel software open-source (FOSS) o le critiche alla “politica” commerciale delle grandi Corporation IT (Microsoft, Apple, ecc.). Queste ragioni di tipo “filosofico” hanno certamente la loro importanza, ma nel mio caso non hanno avuto alcun ruolo nel convincermi ad abbandonare Windows per Linux: sono bastati i numerosi gravi difetti tecnici del sistema operativo Microsoft, tali secondo me da renderlo improponibile in un contesto professionale serio.

Quanto segue è ovviamente basato sulla mia personale esperienza di Amministratore IT: sono consapevole che tale esperienza non può certamente essere considerata un modello valido per chiunque e dovunque, ma credo che i problemi da me riscontrati siano molto diffusi e sperimentati da una vastissima platea di utenti Windows, professionisti e non. È dunque a questa vasta platea di utenti che anzitutto mi rivolgo.

Passiamo subito al punto dolente principale: gli Aggiornamenti del sistema operativo1. Windows 10 viene presentato come un grande passo avanti rispetto a Windows 8: il “salto” della versione 9, le numerose modifiche all’interfaccia utente, la cura posta nell’eleganza grafica, ecc. Ma su un punto fondamentale Windows 10 non è altro che una banale riproposta di un vecchio, sempiterno e tedioso Windows qualunque: il gestore degli aggiornamenti di sistema, Windows Update, continua ad essere pieno di errori e problemi, e gli aggiornamenti continuano ad essere lenti in modo esasperante.

Per rendere evidente la cosa farò un confronto tra due operazioni di aggiornamento di sistema da me effettuate di recente su due diversi computer: un PC nuovo di zecca con Windows 10 preinstallato, ed un PC più vecchiotto con Linux Mint 18.

win-10-logo-3 WINDOWS 10     [1]

La versione preinstallata di Windows 10 era quella di base, non comprendente quindi gli aggiornamenti compresi nel corposo Anniversary Update, distribuito a partire dall’agosto 2016. Al primo tentativo di download degli aggiornamenti, fatto automaticamente dal sistema operativo, il download si è bloccato sul 90% e non si è più mosso. Una situazione già vista mille volte in Windows, ma che riscontrata in una macchina nuova di zecca, con una veloce CPU Intel i7 e un SSD (disco a stato solido), fa capire chiaramente come questo tipo di problemi non abbia nulla a che fare con l’hardware ma sia solamente legato ad un cattivo funzionamento del sistema operativo e dei server remoti di Microsoft. Al riavvio del PC la procedura di download degli aggiornamenti riprende automaticamente: stavolta è bloccata sullo 0% e non si muove di lì: nell’elenco sono compresi anche importanti aggiornamenti di sicurezza, come quello delle Definizioni Virus di Windows Defender (l’Anti-virus incorporato nel sistema), ma non c’è verso di scaricarli.

linux-mint-logo-2 LINUX MINT 18     [1]

Sul PC era installata la versione 18, denominata “Sarah”: ho deciso di installare la versione successiva dell’intero sistema operativo, la 18.1, denominata “Serena”, il che equivale ad un MAJOR UPDATE cioè ad un aggiornamento generale del sistema operativo equivalente a quello dell’Anniversary Update di Windows 10. Il gestore degli aggiornamenti di Linux Mint offre in proposito un’utile funzione del tutto sconosciuta agli utenti di Windows: la scelta dei server remoti dai quali scaricare l’aggiornamento.

Solitamente, dopo l’installazione di Linux viene impostato per default il server principale, situato negli Stati Uniti, ma viene anche chiesto all’utente se vuole selezionare un server più vicino alla propria area geografica e che abbia una maggiore velocità di download. La selezione di questo server per gli aggiornamenti viene fatta attraverso una semplice finestra di dialogo che ordina i server in base alla velocità di download, mettendo i più veloci in alto: tutto molto facile a farsi anche per degli utenti inesperti. Una volta scelti i server preferiti, il download degli aggiornamenti inizia immediatamente e senza intoppi: ho fatto dozzine di aggiornamenti di sistema sui più diversi sistemi Linux e non ho mai visto la procedura incepparsi, cosa che in Windows accade quasi una volta su due.

Essendo Windows il sistema operativo più diffuso nel mondo è chiaro che i server di Microsoft devono rispondere a richieste di download molto superiori a quelle di Linux, ma questo è un problema di Microsoft, non nostro: aumentino la potenza dei loro server, migliorino la qualità del servizio, oppure si rassegnino al giustificato abbandono da parte di utenti stufi di aspettare e perdere tempo prezioso solo per aggiornare il sistema.

win-10-logo-3 WINDOWS 10     [2]

Ho lasciato il PC acceso con Windows Update bloccato sullo 0%: dopo una mezzora di attesa si è sbloccato ed ha cominciato a scaricare gli aggiornamenti. Sui siti web di assistenza Microsoft viene consigliato di attendere sino a tre ore per consentire a Windows Update di sbloccarsi e riprendere il download: se dopo tre ore non si sblocca, viene consigliato di intraprendere tutta una serie di altre operazioni tecniche per risolvere il problema. Ma chi ha tutto questo tempo da perdere? Pensiamo ad un’azienda: è seriamente proponibile il dover interpellare continuamente il proprio amministratore IT solo per sciocchi problemi con gli aggiornamenti di sistema?

Nel mio caso, dopo essersi sbloccato Windows Update ha cominciato a scaricare faticosamente il corposo aggiornamento dell’Anniversary Update. E arriva un’altra amara sorpresa: avevo effettuato questa stessa operazione su un PC più vecchio e con una connessione ADSL di scarsa qualità che non mi dava più di 5 Mega in download. Ma ora stavo effettuando la medesima operazione su un PC nuovo, dotato di SSD, e con una connessione ADSL in fibra che mi dava 40 Mega in download. Risultato: la velocità di download dell’Anniversary Update era sostanzialmente la stessa nei due casi, forse appena un po’ più veloce nel secondo caso. È chiaro che siamo di fronte ancora una volta ad un servizio di scarsa qualità da parte di Microsoft, sia per quanto riguarda il sistema operativo che i server remoti.

linux-mint-logo-2 LINUX MINT 18     [2]

Ho scaricato il corposo aggiornamento di sistema alla versione 18.1 “Serena”. Con la connessione ADSL in fibra di cui sopra, l’aggiornamento è stato scaricato in un minuto e mezzo, da cronometro, con una velocità di download, misurata e ben leggibile nella finestra di download, di 4 Mega di media. Con Windows Update il valore della velocità di download naturalmente non appare mai, perché evidentemente sarebbe così basso da far vergogna a Microsoft: l’unica cosa che si vede è quella ridicola percentuale che spesso si blocca.

win-10-logo-3 WINDOWS 10     [3]

Completato il faticoso download dell’aggiornamento, è iniziata la procedura di installazione dell’Anniversary Update. Su un PC nuovo, con un processore Intel i7 recente e veloce, e con una unità disco interna a stato solido (SSD), la procedura di Preparazione (interminabile) e poi di Installazione dell’Anniversary Update ha impiegato circa un’ora e mezza. Quasi lo stesso tempo impiegato dalla medesima procedura in un PC più vecchio, con una CPU Intel i7 meno veloce e con un hard-disk di tipo tradizionale, non SSD. La qual cosa dimostra che le modalità di aggiornamento di Windows 10 sono tali da annullare di fatto qualsiasi vantaggio dovuto ad un hardware più moderno e performante. Ma la colpa non è certo dell’hardware beninteso, è solo di Microsoft.

Normalmente, Windows 10 scarica i suoi aggiornamenti dietro le quinte, senza disturbare il lavoro dell’utente. L’installazione degli aggiornamenti viene poi avviata automaticamente al successivo riavvio del sistema, che può anche essere impostato automaticamente ad un orario preciso. Il problema è che Windows 10, esattamente come tutte le vecchie versioni, durante la procedura di aggiornamento vi SEQUESTRA il PC per un tempo indefinito, che nei casi peggiori può arrivare sino ad un paio d’ore. Per questo motivo, tutti gli utilizzatori di Windows sono obbligati a fare sempre ESTREMA ATTENZIONE nel riavviare il proprio PC, ad esempio dopo aver installato un nuovo applicativo o un driver che richiedono il riavvio della macchina: se vi sono in coda di attesa aggiornamenti di sistema, al riavvio Windows avvia immediatamente la tediosa procedura di aggiornamento, senza chiedervi il permesso, e causandovi un’inopportuna interruzione che nei casi peggiori può mandare all’aria un’intera mattinata o pomeriggio di lavoro, in ambienti professionali. Lo stesso problema si manifesta allo spegnimento del PC: Windows avvia l’installazione degli aggiornamenti costringendovi a lasciare acceso il PC dell’ufficio. Al termine dell’aggiornamento il PC si spegnerà automaticamente, ma alla riaccensione il giorno dopo è assai probabile che dobbiate ancora aspettare diverso tempo prima che Windows concluda l’aggiornamento e vi conceda il “permesso” di usare il vostro PC. Situazioni come queste, ripetute regolarmente in un ambiente di lavoro professionale, finiscono per costituire un serio danno alla produttività. Alla Microsoft naturalmente sono ben consapevoli dei disagi che le loro modalità di aggiornamento causano agli utenti, tanto è vero che hanno cambiato la “politica” di aggiornamento inizialmente adottata per Windows 10: non più piccoli e frequenti aggiornamenti come all’inizio, ma più corposi aggiornamenti (detti Aggiornamenti Cumulativi) distribuiti a cadenza grosso modo mensile. Un cambiamento introdotto certamente per ridurre i disagi causati dalle interruzioni indesiderate del flusso di lavoro degli utenti. Come a dire: “continuiamo a rompervi le scatole ma lo facciamo un po’ più di rado”. Ma sarebbe stato meglio per Windows cambiare completamente la modalità di aggiornamento, magari ispirandosi ad altri sistemi operativi che la gestiscono in modo molto più intelligente ed efficiente. (Per chi decide di convivere ugualmente con questi fastidiosi ed inutili problemi di aggiornamento consiglio il mio articolo “Aggiornare Windows 10 senza soffrire troppo”)

linux-mint-logo-2 LINUX MINT 18     [3]

Ho avviato l’aggiornamento alla versione 18.1 “Serena”, su un PC un po’ più vecchio del precedente, con una CPU Intel i7 meno veloce e con un hard-disk tradizionale. L’intera procedura ha impiegato un tempo compreso tra dieci e quindici minuti, non di più, non ho cronometrato esattamente ma i valori sono questi. Un rapporto quasi di 1 a 10 in favore di Linux contro Windows 10 (forse il numero 10 significa “10 volte più lento”? Magari era questo che intendevano alla Microsoft…).

Con performance di aggiornamento come quelle di Linux Mint, un amministratore IT mediamente abile sarebbe capace di aggiornare un intero parco macchine durante una pausa pranzo: nessuna necessità di lasciare accesi i PC in fase di aggiornamento andandosene dall’ufficio, con il rischio, sempre presente con Windows, di ritrovarli la mattina dopo bloccati da un intoppo durante la procedura automatica, con ulteriore perdita di tempo e aggravio della bolletta elettrica.

win-10-logo-3 WINDOWS 10     [4]

Quando si hanno problemi tecnici con un qualsiasi sistema operativo, la prima cosa ovvia da fare è una semplice ricerca con Google di informazioni attendibili sulle possibili soluzioni da applicare. Nel caso di Windows le fonti di informazione sono ovviamente moltissime, ma mi limito qui a due tra quelle dotate di maggiore ufficialità: la Microsoft Community e la TechNet di Microsoft.

Sulla Microsoft Community si trovano in genere segnalati dagli utenti tutti i problemi incontrati durante il lavoro con Windows, quindi sicuramente vi troverete uno o più thread di discussione sul problema incontrato, ma gli operatori Microsoft che rispondono sulla Community hanno in genere la preparazione tecnica di un operatore di call-center e rispondono invariabilmente con ricette preconfezionate di tipo generico, che quasi sempre contemplano il riavvio del PC in modalità sicura (Safe Mode) e quindi il riavvio selettivo con alcuni moduli selezionati alla volta (non entro nei dettagli tecnici della cosa, che ogni amministratore IT conosce fino alla nausea): è una procedura che se applicata (ma lo sconsiglio vivamente) comporta enormi perdite di tempo.

La TechNet di Microsoft è una fonte di informazione più approfondita ed attendibile ma proprio per questo poco accessibile agli utenti comuni di Windows che non abbiano un certo bagaglio di conoscenze informatiche: anche qui comunque la soluzione ai problemi non è garantita dato che le informazioni sul funzionamento interno di Windows sono di esclusiva proprietà della Microsoft e non accessibili a tutti.

linux-mint-logo-2 LINUX MINT 18     [4]

Linux, come tutti sanno, è un sistema operativo open-source, il che significa che tutte le informazioni tecniche sul suo funzionamento interno sono accessibili a tutti. Gli utenti comuni naturalmente non dispongono delle conoscenze informatiche necessarie per poter risolvere da soli i propri problemi, ma possono fare affidamento su una serie di vaste comunità di utenti Linux sul web, dove troveranno sicuramente le soluzioni cercate, spesso con indicazioni precise su come procedere passo dopo passo. Cito solo due tra le tante fonti di informazione disponibili: il Wiki di Ubuntu (in italiano) e Ask Ubuntu, ma ve ne sono molte altre di ottima qualità.

Personalmente non sono un “partigiano” di Linux a tutti i costi, quindi non cercherò di nascondere i difetti di questo sistema operativo. Come tutti i sistemi, anche Linux contiene errori e problemi: io stesso ne ho incontrati una certa quantità ma, sulla base delle informazioni reperite sul web, sono sempre riuscito a risolverli in modo ottimale. Non posso certo dire la stessa cosa per Windows, dove molte volte la scelta obbligata è quella di convivere con i problemi invece di risolverli, come accade con le malattie incurabili. Ogni volta che ho incontrato un problema con Linux, ho fatto qualche ricerca e trovato la soluzione. Ogni volta la mia fiducia in Linux è aumentata, e quella in Windows diminuita, fino alla mia decisione finale: Goodbye Forever Windows!

Nota: la mia esperienza ed il mio lavoro sui sistemi Linux possono essere seguiti sul sito www.senigallinux.it.

1   Tra i motivi validi per abbandonare Windows e passare a Linux non c’è certo solo il problema con gli Aggiornamenti di sistema. I motivi validi sono molti altri e ne ho già discussi alcuni nel mio articolo “Switch to Linux: i miei buoni motivi per farlo”.

Mi occupo di sviluppo e messa a punto di sistemi informatici basati su software open-source, gratuito o a basso costo. Ritengo sia possibile ottenere risultati di eccellente livello, in termini di qualità e produttività, a costo zero per quanto riguarda il software ed a costi contenuti per quanto riguarda l'hardware. Attualmente mi dedico alla messa a punto di sistemi informatici basati sul sistema operativo open-source Linux, usando le versioni più accessibili e di facile utilizzo (Ubuntu, Mint, ecc.). Ritengo che Linux possa essere proposto a tutti come una validissima alternativa gratuita a Microsoft Windows, anche in ambiti professionali. Sul versante del web mi dedico in particolare all’utilizzo in chiave professionale dei numerosi strumenti gratuiti offerti dal Mondo Google, che non è solo Posta elettronica (Gmail) ma molto altro.

Pubblicato su Linux, Open-source, Windows 10

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