Disconnect: un’Estensione multi-uso.

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I moderni browser internet consentono, quasi tutti, l’installazione di moduli software particolari, chiamati Estensioni, che aggiungono alle funzionalità di base del browser nuove funzionalità per compiti specifici. I primi browser ad adottare su base regolare le Estensioni sono stati Google Chrome e Mozilla Firefox; in seguito si sono aggiunti all’elenco Safari (Apple macOS) e, buon ultimo come al solito, Microsoft Edge (Windows 10).

È interessante notare come i browser in testa per le innovazioni siano legati al mondo dell’open-source: Firefox per intero, Google Chrome solo parzialmente ma comunque in gran parte (chi conosce la versione integralmente open-source del browser di Google, che si chiama Chromium, sa che le differenze con Google Chrome non sono molte: personalmente uso Chromium all’interno di Linux e lo trovo un ottimo browser).

Le estensioni sviluppate per i browser sono moltissime: basta fare un giretto sul Chrome Web Store per rendersene conto. In questo articolo mi concentrerò su una di queste, che trovo molto utile non solo per le sue funzionalità dichiarate, ma anche per alcuni effetti collaterali che la rendono davvero una “estensione multi-uso”. L’estensione si chiama Disconnect ed è al momento disponibile per Google Chrome (e Chromium), Mozilla Firefox e Apple Safari.

La funzionalità principale di Disconnect è quella di bloccare i numerosi reindirizzamenti automatici che ogni sito web oggi esegue, principalmente per visualizzare al suo interno messaggi pubblicitari, ma non solo. Per visualizzare i banner pubblicitari, le connessioni alle piattaforme social (Facebook, Twitter, ecc.) ed altri contenuti, i siti web si appoggiano ad altre piattaforme digitali presenti sul web, alle quali si connettono automaticamente per reperire i contenuti esterni e caricarli all’interno delle loro pagine. Disconnect blocca queste operazioni di reindirizzamento, rendendo quindi il caricamento delle pagine web più veloce: ad essere bloccati sono soprattutto gli Ads cioè gli annunci pubblicitari, ma anche certi contenuti collegati alle piattaforme social come Facebook. È però anche possibile scegliere manualmente il tipo di contenuti da bloccare, impostando Disconnect per concedere ad esempio il passaggio a Facebook, bloccando le altre piattaforme.

L’estensione Disconnect viene pubblicizzata soprattutto come uno strumento di protezione della privacy, dato che blocca le operazioni di reindirizzamento legate al cosiddetto web-tracking cioè al tracciamento delle nostre abitudini di navigazione per poter poi visualizzare annunci pubblicitari mirati sulle pagine web che visitiamo. Ma ha anche l’effetto positivo di velocizzare le operazioni di navigazione, “alleggerendo” le pagine web che quindi vengono visualizzate più velocemente: già solo per questo motivo, l’installazione di Disconnect è consigliabile sui PC datati nei quali si è notato un particolare rallentamento della navigazione web. Personalmente ho verificato su un vecchio Notebook, sul quale ho installato Linux Lubuntu, che la velocità di navigazione con Mozilla Firefox è sensibilmente aumentata dopo l’installazione di Disconnect.

Ma l’utilità di questa ottima estensione non si ferma qui: ho potuto verificare che l’installazione di Disconnect causa anche altri due effetti collaterali particolarmente utili.

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Effetto collaterale n. 1:
Blocco dei Google Analytics

Si tratta di un effetto molto utile per la categoria degli sviluppatori web. In ogni sito web che si rispetti, il webmaster avrà installato un qualche tipo di strumento di monitoraggio della navigazione, come ad esempio i Google Analytics, in modo da poter disporre di un riepilogo analitico di quanti sono i visitatori del sito in un dato periodo di tempo, se sono in aumento o in diminuzione, quali pagine visitano maggiormente, ecc. Ma lo stesso sviluppatore web, per necessità di lavoro, avrà bisogno di visitare molto spesso il sito di cui si occupa, per verificare il contenuto delle pagine web, la loro impaginazione, ecc. Se queste continue visite del webmaster venissero registrate dagli strumenti di monitoraggio del sito, altererebbero in modo molto consistente i dati statistici di rilevamento, rendendoli poco attendibili. Non ha molto senso sapere che il nostro sito è stato visitato 100 volte se 90 di queste visite le ha fatte il webmaster per motivi di lavoro: quello che ci interessa è sapere quanti sono i visitatori “veri” cioè il pubblico al quale miriamo. Disconnect viene in aiuto degli sviluppatori web, dato che blocca il reindirizzamento ai Google Analytics: in questo modo gli sviluppatori web possono visitare i loro siti quante volte vogliono, senza essere rilevati e quindi senza alterare le preziose statistiche di navigazione.

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Effetto collaterale n. 2:
Blocco della pubblicità di Spotify

Chi ha l’abitudine di ascoltare musica gratis su Spotify dopo essersi registrato con un account gratuito, avrà notato che, per incoraggiarci a passare ad un account a pagamento, Spotify inserisce, ogni due o tre brani musicali, un annuncio pubblicitario audio. Disconnect rivela la sua efficacia anche in questo caso, riuscendo a bloccare non solo i banner e gli annunci visualizzati in forma grafica sulle pagine web, ma anche gli intermezzi pubblicitari audio di Spotify, consentendoci di ascoltare gratuitamente la musica senza interruzioni, proprio come se avessimo un account a pagamento. In più attiva anche la riproduzione musicale in qualità audio superiore, altra caratteristica dell’account a pagamento (provare per credere). Niente male come efficacia. Va precisato che tale effetto positivo funziona solo se si usa il WebPlayer di Spotify* con un browser che abbia installata e attivata l’estensione Disconnect, e non se si usa l’App autonoma di Spotify. Dato che si tratta, come ho detto, di un “effetto collaterale” dell’uso di componenti perfettamente legittime, e non di un trucco da pirati informatici per evitare di pagare l’abbonamento di Spotify, ritengo che il tutto sia perfettamente legittimo e legale.

AGGIORNAMENTO su SPOTIFY   (2017)
Purtroppo, quanto scritto sopra non è più vero. I gestori di Spotify hanno scoperto e turato la piccola falla nel sistema. Oppure la cosa è dovuta semplicemente alle operazioni periodiche di aggiornamento e restyling della piattaforma. Ultimamente, ad esempio, il WebPlayer di Spotify non richiede più il plug-in Adobe Flash Player per funzionare, come faceva in precedenza. Fatto sta che ora l’estensione Disconnect non blocca più la pubblicità audio di Spotify negli account gratuiti. Era troppo bello per durare a lungo, ma, come si dice in questi casi, è stato bello finché è durato… 😉

Per tutti questi motivi Disconnect può davvero essere definito una “estensione multi-uso”. Per le sue funzioni di base, già di per sé molto utili, e per i suoi due effetti collaterali come bonus extra, direi che Disconnect ed i suoi autori si sono meritati una piccola donazione liberale da parte nostra, che può essere effettuata tramite l’apposita pagina del loro sito.

* Richiede il modulo per la riproduzione di contenuti protetti con DRM (Widevine Content Decryption). Nel caso di Google Chrome e di Mozilla Firefox è già installato per default. Nel caso si usi Chromium su sistema Linux, il modulo Widevine può essere installato manualmente.

Mi occupo di sviluppo e messa a punto di sistemi informatici basati su software open-source, gratuito o a basso costo. Ritengo sia possibile ottenere risultati di eccellente livello, in termini di qualità e produttività, a costo zero per quanto riguarda il software ed a costi contenuti per quanto riguarda l'hardware. Attualmente mi dedico alla messa a punto di sistemi informatici basati sul sistema operativo open-source Linux, usando le versioni più accessibili e di facile utilizzo (Ubuntu, Mint, ecc.). Ritengo che Linux possa essere proposto a tutti come una validissima alternativa gratuita a Microsoft Windows, anche in ambiti professionali. Sul versante del web mi dedico in particolare all’utilizzo in chiave professionale dei numerosi strumenti gratuiti offerti dal Mondo Google, che non è solo Posta elettronica (Gmail) ma molto altro.

Pubblicato su Browser Internet, Google Chrome
One comment on “Disconnect: un’Estensione multi-uso.
  1. breadth ha detto:

    Ԍreat post.

    "Mi piace"

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